Nella liturgia cattolica la Quaresima è il periodo di preparazione alla Pasqua...come arrivare pronti?


Nella liturgia cattolica la Quaresima è il periodo di preparazione alla Pasqua...come arrivare pronti?
Possiamo seguire le storie metaforiche di Bruno Ferrero da cui si evincono messaggi di vita cristiana.
Tra le sue righe, il salesiano, spiega l'importanza di non cedere alle tentazioni, di non accontentarsi. Gesù' stesso nel deserto non si accontentò di quello che il Diavolo gli mostrava né delle sue ingannevoli parole; così anche noi non abbandoniamoci a ciò che i sensi ci mostrano ma guardiamo nella profondità della nostra anima per ricercare sempre la Parola di Dio.
Ferrero ci ricorda inoltre il valore dell'ascoltare, sé stessi e gli atri. Dio ci ha fatto dono di due orecchie ed una sola bocca : impariamo quindi ad usare l'apparato fonatorio non per sentire passivamente ma per ascoltare con attenzione tutte le forme di comunicazione presenti intorno a noi.
L'ultimo punto su cui intendiamo porre la nostra riflessione nasce da una storia che insegna il valore del dono gratuito, abbondante,bello che regala gioia al nostro cuore! Donare con assoluta spontaneità e liberalità , come un bambino dona un bacio a chi vuole bene, è un'arte che anche Giovanni riprende nel suo Vangelo quando racconta del dono dell'acqua viva che Gesù' promette alla Samaritana. Pensiamo un instante : nell'atto del dono è più gioioso l'animo del mittente.
Accontentarsi - prima storia.
Un falco era stato catturato da un contadino e viveva legato per una zampa nell’aia di un cascinale. Non si era rassegnato a vivere come un qualunque pollo. Aveva cominciato a dare strattoni su strattoni alla corda che lo teneva avvinto ad una robusta trave del pollaio. Fissava il cielo azzurro e partiva con tutte le sue forze. Inesorabile, la corda lo tirava a terra. Provò e riprovò per settimane, finché la pelle della zampa fu tutta lacerata e le belle ali rovinate.
Alla fine si era abituato. Dopo qualche mese trovava di suo gradimento anche il mangime dei polli. Si accontentò di razzolare.
Così non si accorse che le piogge autunnali e la neve dell’inverno avevano fatto marcire la corda che lo legava a terra.
Sarebbe bastato un ultimo modesto strattone e il falco sarebbe tornato in libertà, padrone del cielo.
Ma non lo diede più.
Il nostro corpo fatica anche solo a salire una rampa di scale. Ma la nostra anima ha le ali. E il cielo è nostro.
Il silenzio – seconda storia.
Un uomo si recò da un monaco di clausura. Gli chiese: “Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?”.
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo, e disse al suo visitatore: “Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?”.
L'uomo guardò nel pozzo: “Non vedo niente”.
Dopo un po’ di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: “Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?”.
L’ uomo ubbidì e rispose: “Ora vedo me stesso: mi specchio nell'acqua”.
Il monaco disse: “Vedi, quando io immergo il secchio, l’acqua è agitata. Ora invece l’acqua è tranquilla. È questa l’esperienza del silenzio: l’uomo vede se stesso!”.
Il profumo delle rose – terza storia.
Due monaci coltivavano rose. Il primo si perdeva nella contemplazione della bellezza e del profumo delle sue rose. Il secondo tagliava le rose più belle e le donava ai passanti. “Ma che fai?”, lo rimproverava il primo; “come puoi privarti così della gioia e del profumo delle tue rose?”. “Le rose lasciano molto profumo sulle mani di chi le regala!”, rispose pacatamente il secondo.