SCEGLI IL BENE… CON GIOIA!

Anche quest’anno, adulti e ragazzi insieme, ci prepariamo all’arrivo del “Natale” e riflettiamo sul significato di questa festa: cosa rappresenta il “Natale” per noi oggi? È solo un’occasione per scambiarci i regali e stare in compagnia? Un invito ad essere tutti più buoni? Qualche giorno di vacanza? O è qualcosa di più?...
In questi giorni di Avvento stiamo riflettendo con i bambini della scuola primaria e i ragazzi della secondaria, sul vero senso del Natale cristiano, del SANTO NATALE del Signore. Il tema che guida la nostra riflessione è tratto dalla proposta diocesana “SCEGLI IL BENE… CON GIOIA”. 
È la gioia il dono che, come educatori, vorremmo abitasse nel cuore dei più giovani, dei ragazzi a noi affidati, non solo a Natale ma tutti i giorni. «Una gioia grandissima», come quella che provarono i Magi al vedere la stella che indicava la presenza del bambino Gesù, quella stessa «grande gioia» che l’angelo ha annunciato ai pastori a Betlemme, dicendo: «è nato per voi».
Scegliere il bene con gioia significa seguire la strada di felicità tracciata da Gesù per ognuno di noi: la gioia condiziona la scelta del bene e il bene scelto procura gioia. 
Come comunità educante sentiamo la responsabilità della gioia a scuola, perché sia “casa accogliente” e “oasi di pace”, in cui alimentare ogni giorno strade buone che plasmino la felicità del cuore.
Chiediamo a ciascun ragazzo di mettere in gioco i propri talenti, domandiamo loro piccoli sforzi per migliorare, per crescere nel dono di sé agli altri, nel servizio, nell’attenzione ai poveri, nel senso della giustizia e della responsabilità, affinché la scelta del bene diventi una pratica quotidiana, che duri tutto l’anno e cresca nel tempo.

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Buona lettura

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Gli esami Trinity sono ideati per valutare il successo ad ogni tappa del loro sviluppo e a tutti i livelli di competenza, in un viaggio verso la realizzazione dei loro talenti e capacità individuali.

SCEGLI IL BENE… CON GIOIA!

Anche quest’anno, adulti e ragazzi insieme, ci prepariamo all’arrivo del “Natale” e riflettiamo sul significato di questa festa: cosa rappresenta il “Natale” per noi oggi? È solo un’occasione per scambiarci i regali e stare in compagnia? Un invito ad essere tutti più buoni? Qualche giorno di vacanza? O è qualcosa di più?...
In questi giorni di Avvento stiamo riflettendo con i bambini della scuola primaria e i ragazzi della secondaria, sul vero senso del Natale cristiano, del SANTO NATALE del Signore. Il tema che guida la nostra riflessione è tratto dalla proposta diocesana “SCEGLI IL BENE… CON GIOIA”. 
È la gioia il dono che, come educatori, vorremmo abitasse nel cuore dei più giovani, dei ragazzi a noi affidati, non solo a Natale ma tutti i giorni. «Una gioia grandissima», come quella che provarono i Magi al vedere la stella che indicava la presenza del bambino Gesù, quella stessa «grande gioia» che l’angelo ha annunciato ai pastori a Betlemme, dicendo: «è nato per voi».
Scegliere il bene con gioia significa seguire la strada di felicità tracciata da Gesù per ognuno di noi: la gioia condiziona la scelta del bene e il bene scelto procura gioia. 
Come comunità educante sentiamo la responsabilità della gioia a scuola, perché sia “casa accogliente” e “oasi di pace”, in cui alimentare ogni giorno strade buone che plasmino la felicità del cuore.
Chiediamo a ciascun ragazzo di mettere in gioco i propri talenti, domandiamo loro piccoli sforzi per migliorare, per crescere nel dono di sé agli altri, nel servizio, nell’attenzione ai poveri, nel senso della giustizia e della responsabilità, affinché la scelta del bene diventi una pratica quotidiana, che duri tutto l’anno e cresca nel tempo.

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La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

Il tratto della "quotidianità" connota la pedagogia dell'accoglienza quale noi la intendiamo.

Accogliere, infatti, è il tratto permanente del nostro agire educativo, l'opzione di fondo della nostra progettualità pedagogica e didattica. Questa scelta deve trovare concreta espressione in una scuola che sia per tutti "casa ospitale" in cui ciascuno, senza discriminazioni, possa sentirsi accettato così com'è e invitato a partecipare ad una relazione educativa fatta di amore competente, capace di motivarlo, di coinvolgerlo e di proporgli ciò che meglio risponde ai suoi bisogni di formazione.

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Tempo di Pasqua

Che succede in un negozio di occhiali? Di solito ci va chi fatica a vedere, non riesce bene a mettere a fuoco, ha bisogno di un aiutino per poter gustare la realtà così come è veramente ... E' ciò che vorremmo fare in questo tempo di quaresima in cui desideriamo "scacciare i demoni", opporci al male, lottare contro il maligno che ha degli occhiali attraverso i quali ci mostra una realtà spesso deformata ... è furbo e ci fa vedere bello anche ciò che non lo è.

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