ESAMI alle PORTE. Quattro chiacchiere

Il conto alla rovescia può iniziare: gli esami sono ormai proprio alle porte.
E chi può dire :”Non ho per niente paura?” Qualche farfalla nella pancia, un po’ di ansia, un po’ di quella tensione per cui ci si sente agitati senza capire bene il perché  è normale, ovvia addirittura. Tutti, anche quelli che sembrano  i più sicuri di sé, sono aggrediti da un briciolo di paura spesso indipendente dalla preparazione e dall’impegno. E’ così: gli esami fanno paura. Sempre. I primi poi!
Il desiderio di tutti è che questa prima esperienza si trasformi in un’occasione per dare il meglio di sé, per provare la soddisfazione di una meta, di una tappa raggiunta. Una di quelle, tra l’altro, che segnano un passaggio speciale, quello verso la scuola secondaria di secondo grado: una svolta verso la costruzione del proprio futuro. Si diventa grandi, insomma, e il rito dell’esame lo conferma.
Per chi arriva alla fatidica prova carico della forza dell’aver lavorato con regolarità, l’esame potrà trasformarsi in una sfida  da godere, in un’occasione di cui conservare il ricordo positivo. Per altri richiederà l’assunzione di responsabilità , il fare i conti con qualche punto di debolezza e il confrontarsi con le proprie scelte .
Intanto, che fare in questi giorni, i  giorni prima degli esami?
Raccogliamo qui di seguito alcune idee, semplici, apparentemente anche banali, ma che potrebbero per alcuni rivelarsi utili.
Prima di tutto RIPASSARE, ovvio. Anzi meglio: prima di tutto organizzare il ripasso. Una tabella di marcia è un buon metodo. Distribuire con ordine nelle mattinate e nei pomeriggi che restano la revisione degli argomenti di studio è attività preziosa. Meglio  distribuire in una giornata materie diverse, fissarsi degli orari da rispettare nei limiti del possibile. Schemi e riassunti elaborati in precedenza sono una miniera d’oro, ora.
Gli argomenti della tesina, consiglio da intenditori, vanno ripetuti AD ALTA VOCE, a un genitore o davanti allo specchio. Così si entra già nella parte! E il gioco? E il relax? Certo che ci vogliono. Anche loro favoriscono la concentrazione.

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