Tre strani pensieri per chi inizia ( o 3 idee marziane per chi inizia)

Più volte ci siamo ritrovati qui a raccontare dell’inizio di un nuovo anno scolastico. Perché un anno di scuola che prende il via merita sempre di essere celebrato. Che sia il primo o l’ultimo di un ciclo o anche quello di mezzo. E’ così carico di attese e di sogni, ma anche di  timori  e di fatiche che non ci si abitua mai. Neanche chi nella scuola lavora da un po’, neanche quei genitori che di inizi ne hanno già vissuti diversi.
Che dire quest’anno? Cosa raccontare della scuola che ricomincia?
Ecco tre pensieri che abbiamo scelto per … continuità. Chi è stato con noi lo scorso anno, ricorda di certo il filo rosso che si è snodato nel corso dei mesi nelle classi, negli incontri, nello spettacolo di fine anno: prendi il tempo. Così, prima di lanciare lo slogan 2016/2017 – lo faremo con i bambini e i ragazzi per primi – raccogliamo qualche  spunto dal passato .  Ci hanno aiutato nel trovare le idee alcuni testi di A. Pellai.
Vorremmo iniziare così
1. OGNI GIORNO DI SCUOLA E’ L’OGGI  , E’ VITA.
Il primo pensiero ci sta a cuore e qualche volta con alcuni genitori l’abbiamo già condiviso.
OGNI GIORNO DI SCUOLA E’ VITA, certo non tutto della vita, ma E’ VITA. Non è solo preparazione alla vita.  E’ l’OGGI.   Spesso finisce invece che la scuola ci faccia pensare esclusivamente al futuro, che ci proietti nel domani . Ogni anno è preparazione a quello successivo, la primaria alla secondaria e via crescendo. Ogni contenuto sembra assumere importanza solo perché prerequisito per gli apprendimenti successivi. E così  si corre il rischio di perdere il presente, il qui e ora  di ognuno dei nostri figli o allievi. Un qui ed ora fatto di bisogni , di novità, di scoperta, del loro crescere. Proviamo allora a vivere il presente di  tutti i giorni di scuola, il presente di chi li frequenta.  Unico, irripetibile.  Senza vivere solo nell’attesa che passi, che si arrivi.

2. A RALLENTATORE. O ALMENO UN PO’ MENO DI CORSA.
“Forza muoviti” “Dai che siamo in ritardo!” . “Hai lavato i denti? “ “C’è tutto nello zaino?”  “Dai corri che è tardi” . Li alziamo, li vestiamo, li colazioniamo, li portiamo in macchina. “E’ tardi!”  
“La mia mamma il mattino corre avanti e indietro per la casa” . “La mia il mattino ha sempre la luna storta. Meglio stare zitti e filare senò…”  
Chissà se invece sarebbe possibile rallentare un po’.  Tenere dentro la fretta -  perché a volte sanno farci innervosire ben bene  quando  le cose da fare sono tante- e provare a  iniziare la giornata un po’ più a rallentatore. Con calma. Rinunciando magari a riordinare le ultime stoviglie. Deve essere bello svegliarsi al mattino con i volti dei tuoi genitori che sorridono. Che trovano il tempo per sorridere. Che comunicano calma.

3. DISCONNESSI
TV spenta.  Cellulari sconnessi. Tentazione di sbirciare mail, notizie, messaggi e chat disattivata. Quali cellulari? I nostri, naturale. Noi per primi. Impegnati a regalarci attimi di tempo per un inizio di giornata in cui la fretta e la preoccupazione (pre-occupazione appunto. Un’occupazione, un lavoro che arriva addirittura prima) non siano le uniche protagoniste. In cui ci si senta bene, in cui ci si carichi di energia buona,  anche per affrontare le fatiche di cui sappiamo già essere carica la giornata in arrivo.


Qui vicino a noi che scriviamo c’è una suora che freme. Ha un pensiero da aggiungere. E’ il bello della nostra comunità educante. Uno sguardo in più per chi è in sintonia. “Se si rallenta- ci dice -  si potrebbe trovare il tempo anche per un “Signore, offro a te questo giorno”. Chissà, si potrebbe anche scrivere e appiccicare lì, sulla porta di casa” conclude.
“Terra chiama Marte! Già, devono arrivare da lassù tre consigli così. Ma c’è qualcuno che crede che sia possibile? Ma lo sanno che viviamo nel 21° secolo? Ma lo sanno quelli che scrivono tutto quello che ho da fare?”
Eppure volere è potere. Almeno un po’. Almeno provare. Noi insieme a voi.
Buon inizio a tutti: buon inizio d’anno scolastico, ma soprattutto buon inizio di CIASCUN  GIORNO di questo nuovo anno.

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Buona lettura

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