L’Istituto Santa Marta ha deciso di aderire al progetto “Un benessere senza Spreco” di Coop. Per le classi terze della scuola secondaria è stato scelto il tema “Occhio al consumo” che ha come obbiettivi: analizzare il nostro stile di vita e distinguere tra i bisogni concreti e quelli meno importanti; approfondire le modalità per ridurre, recuperare, riutilizzare e riciclare i rifiuti; analizzare il ciclo di vita di un prodotto e verificare il suo impatto ambientale e sollecitare scelte di consumo più consapevoli.
Il percorso proposto fa riflettere sulle complessità ambientali ed energetiche legate alla produzione dei beni e ha una durata di tre incontri di due ore (il primo e il terzo in classe, il secondo presso il punto vendita Coop).
Durante il primo incontro, svoltosi nella nostra aula dalle ore 9 alle ore 11 di venerdì 20 gennaio, abbiamo incontrato la signora Gabriella che fa parte dell’associazione Pandora, ente che si occupa di sensibilizzare gli alunni delle scuole riguardo a questi temi. Con lei, in un primo tempo, abbiamo avuto un momento di condivisione sul tema degli sprechi personali. Sono emersi diversi aspetti: dalla troppa acqua consumata per la doccia al televisore lasciato accesso tutta notte, dalla mezza mela sprecata per sbucciarla al cibo in eccesso cucinato per le feste.
Poi la signora Gabriella ci ha mostrato alcune slides riguardanti il ciclo di un prodotto, la sua filiera, indicandoci le innumerevoli quantità di alimenti che ogni giorno vengono buttati via per motivi commerciali. Per esempio vengono eliminate circa cinque milioni di mele al giorno partenendo dal produttore, fino ad arrivare a casa nostra.
In seguito siamo stati divisi in gruppi da cinque componenti. Ci è stata consegnata una documentazione relativa alle preferenze culinarie e alle allergie di una ipotetica famiglia che dovevamo interpretare. Uniti, c’erano anche dei consigli inerenti le modalità di risparmio legato sia all’economicità, sia alla durata dei prodotti. Abbiamo creato un “calendario” con giorno e corrispondente consumo, insieme ad una lista della spesa.
Infine abbiamo avuto un ultimo momento di confronto dove abbiamo condiviso le scelte emerse dai gruppi.
Per il secondo incontro, svoltosi al centro commerciale Ipercoop di Mirabello dalle 11 alle 13 di lunedì 30 gennaio, noi alunni, insieme agli insegnanti abbiamo lasciato la scuola intorno alle 10.30.
Appena arrivati Gabriella ci ha accolto in una grande stanza e siamo stati divisi negli stessi gruppi del primo incontro. Il nostro compito era quello di simulare una spesa a basso costo e impatto ambientale, pertanto ci sono state restituite le liste, precedentemente ritirate da Gabriella. Ci è stato raccomandato di non correre nei corridoi, di non danneggiare in alcun modo i prodotti e rispettare i clienti, che hanno la precedenza nell’acquisto di ogni tipo di prodotto. Infine siamo stati invitati a prendere un carrellino rosso dalle casse e inserirvici un numero di ingredienti pari ai componenti del gruppo (nel nostro caso 5).
Durante la spesa, il nostro gruppo ha fatto attenzione al prezzo, alla qualità, tralasciando però un aspetto importante: l’impatto ambientale.
Nell’ultimo momento della mattinata, sempre nella grande stanza, ci siamo confrontati su cosa ogni gruppo avesse comprato, quanto avesse speso, cosa ci fosse nel suo carrellino, se aveva o meno fatto una spesa a basso impatto ambientale. Gabriella, vedendo che nel nostro carrellino c’era un ananas, ci ha spiegato che di quel frutto si scartano foglie, buccia, mangiando solo l’interno, avvisandoci quindi di mangiarlo con consapevolezza, sapendo che arriva da un paese lontano.
Una discussione è sorta sulle fragole, che hanno un impatto ambientale molto elevato perché arrivano da un paese estero, pertanto: vale la pena comprarle? Abbiamo avuto l’occasione di chiarire il concetto di “impatto ambientale” di una qualsiasi merce: se un prodotto proviene da un Paese lontano sarà necessario un trasporto, via mare o via aereo e poi via terra, che comporterà costi maggiori ed un inquinamento dell’ambiente. Un alunno ha risposto che anche se non le mangiamo verranno buttate via comunque; al che, Gabriella ci ha spiegato che se un prodotto non è richiesto, difficilmente ne arriveranno grandi quantità (legge della domanda e dell’offerta); quindi: meno inquinamento per i trasporti e più risparmio economico.
Chiuso questo discorso, ci siamo salutati.
L’ultimo incontro si svolgerà in classe dove riprenderemo gli argomenti trattati nei primi due incontri e ne discuteremo nuovamente.
È stata un’esperienza che certamente ha arricchito ed appassionato tutti noi studenti perché vissuta a diretto contatto con il mondo reale.
Alessandro Bocelli e Pietro Guerini