Quando il dolore arriva

...ed ha il volto tragico della morte ,del peggior nemico di fronte al  quale ci sentiamo miseramente impotenti , tutto il nostro essere confuso si ribella.
Tutto è un pianto smarrito.
Perché? Nei nostri occhi, nei nostri cuori solo questa muta domanda .
La sensazione è che il dolore infinito non verrà guarito solo dal passare dei giorni. Qualcos'altro serve, va trovata la zattera nella tempesta. 
E allora, piano piano, il dolore si fa maestro e ci spinge a cercare in quel luogo silenzioso del cuore dove non risuonano risposte altisonanti, da manuale ,ma dove si intravedono sprazzi di cielo che possano farci alzare lo sguardo.
Ci sembra che nella morte, lentamente, dobbiamo re-imparare la vita.
Un richiamo lontano sussurra che l'Amore è per sempre, perché proviene da quella casa dentro di noi in cui la morte non può entrare. Ecco, forse è lì che possiamo trovare rifugio. E' una certezza che profuma di libertà.  Potrà sollevare il macigno?
Sì. A volte vorremmo morire anche noi, per raggiungere quel volto tanto amato. Sappiamo però che non si può. Siamo chiamati a vivere ancora e a lavorare su questa terra. Non siamo noi a decidere.
Rimane l'attesa. Ma una fiducia si insinua come un germoglio nel deserto: potrà nascere un'attesa serena. Ci guiderà la certezza che l' more è più forte della morte e che questa verità ci diventerà un giorno visibile.
Sentiremo la sua voce, ci guiderà il suo sorriso. cammineremo vicini, in un abbraccio.
Ogni volta che muore una persona che abbiamo intensamente amato l'Eternità può penetrare un poco di più nella nostra esistenza mortale. E  darci vita.
Noi,  stretti in una  cerchia di affetto lo speriamo. Con fede-fiducia.

(prof.ssa Antonella Biscotti)

La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

Il tratto della "quotidianità" connota la pedagogia dell'accoglienza quale noi la intendiamo.

Accogliere, infatti, è il tratto permanente del nostro agire educativo, l'opzione di fondo della nostra progettualità pedagogica e didattica. Questa scelta deve trovare concreta espressione in una scuola che sia per tutti "casa ospitale" in cui ciascuno, senza discriminazioni, possa sentirsi accettato così com'è e invitato a partecipare ad una relazione educativa fatta di amore competente, capace di motivarlo, di coinvolgerlo e di proporgli ciò che meglio risponde ai suoi bisogni di formazione.

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